Prostituzione a Desenzano? Il consiglio comunale nega una radicata evidenza

sabato 29th, ottobre 2011 / 02:13 Written by
Prostituzione a Desenzano? Il consiglio comunale nega una radicata evidenza

La prostituzione sul lago di Garda è una realtà radicata e la città Desenzano è anche nota per essere uno dei principali centri di incontro con lucciole ed escort, da ricercare tra gli annunci. Lo sanno anche i muri, ma è tutto “nell’oscurità” a causa della tanto vituperata Legge Merlin, ormai specchio di un Italia passata che nega all’imposizione fiscale l’indotto di un’attività radicata, seppur illegale.

Per rimpinguare le magre casse municipali il consigliere comunale Rino Polloni con una mozione ha chiesto che venga abrogata la legge del 20 febbraio 1958 e la prostituzione riconosciuta come attività legale e rilevante a fini tributari. “Tale proposta – scriveva il leghista – concorrerebbe a risolvere problemi finanziari degli enti e si rileva altresì come sinergica a uno dei propositi più salienti della Finanziaria: l’emersione delle attività economiche sommerse”.

La proposta avrebbe permesso al Comune, oltre che di bonificare situazioni di illegalità, di vedersi riconosciuto quel maggior gettito fiscale sufficiente a sopperire ai tagli operati. Per il rappresentante del Carroccio la proposta non è lesiva della morale pubblica: “Anzi, concorre a ridare dignità alle tante persone che vengono quotidianamente sfruttate nel silenzio dell’ipocrisia collettiva”. Alessandra Mussolini da anni parla di “legge ipocrita”.

Se fosse stata approvata, il consiglio comunale avrebbe inviato la mozione al Prefetto di Brescia e a Camera e Senato per farne una proposta di legge. Però a fine settembre l’unico sì è stato quello del proponente.

Dalle fila del centrosinistra Maria Papa ha detto: “Dovremmo essere più attenti a proporre quelle iniziative per togliere questa piaga. Mi vergogno che nel 2011 venga proposto in consiglio comunale il riconoscimento del meretricio a fini fiscali perché dobbiamo far cassa. Avete voluto inserire nello stato comunale le origini cristiane del comune e poi proponete una mozione di questo tipo con cui la donna può fare mercimonio del proprio corpo?”

Dalla maggioranza Enrico Frosi ha parlato di piaga: “Non possiamo fare solo un discorso economico sull’evasione, abbiamo altro cui pensare in Italia che a quattro ragazze poveracce obbligate a dare piacere a quattro vecchiacci”.

Polloni ha così risposto: “È inutile negare l’evidenza. Ci sono quelle sfruttate, ma ci sono tante altre che lo fanno perché conviene e quindi devono essere tassate, come nei paesi del nord, dove ci sono controlli sanitari obbligatori”.

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