Nove mesi di volontariato in una comunità della Bolivia

martedì 15th, marzo 2011 / 15:56 Written by
Nove mesi di volontariato in una comunità della Bolivia

Con un progetto che si fonda sull´eredità lasciata dagli obiettori di coscienza, Guido Simanella, desenzanese di 28 anni, è partito domenica per la Bolivia per un anno come volontario in servizio civile a 4.000 metri d´altezza con l´Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Il progetto si chiama «Caschi bianchi», corpo civile di pace e da oltre 10 anni coinvolge giovani fra i 18 e i 28 anni in missione di promozione della pace, dei diritti umani, dello sviluppo e della cooperazione fra i popoli.
Laureato nel 2006 a Bologna in scienze politiche, relazioni internazionali e diritti umani e specializzatosi nel 2009 a Padova, per i prossimi 9 mesi Guido starà con i ragazzi in cura in un centro di recupero di tossicodipendenti a La Paz, capitale dello Stato sudamericano. «Una volta – ha raccontato Simanella prima della partenza – c´erano gli obiettori di coscienza, ora questo progetto si inserisce nella stessa tradizione di servire il proprio Paese secondo i valori di solidarietà e non di violenza. L´idea di fondo del servizio è la condivisione diretta con gli ultimi: vivi 24 ore al giorno con chi vai ad aiutare».
NON È UNA SCELTA facile, tanto meno diffusa. Quest´anno è previsto l´invio di 50 volontari in Tanzania, Zambia, Cile, Bolivia, Brasile, Venezuela, Albania, Romania, Israele e territori palestinesi, Bangladesh, Russia, Spagna, Croazia, Georgia. Guido però non è nuovo a questo tipo di esperienze. Subito dopo aver terminato gli studi nell´ateneo patavino, era partito per Londonderry, Nord Irlanda, con il Programma Leonardo da Vinci, che riguarda la formazione professionale all´estero. Lo scorso anno, invece, è stato a Kibera, il più grande «slum» di Nairobi, capitale del Kenya. In questa immensa discarica a cielo aperto, dove il livello di povertà raggiunge e supera l´inimmaginabile, con la Ong «Overseas» di Modena è stato a stretto contatto con i ragazzini di strada.
POI È PASSATO in una struttura della Papa Giovanni XXIII sempre in Kenya: «Era una specie di casa famiglia con laboratori per i bambini, che altrimenti rischiano di passare tutto il giorno a inalare colla: spesso muoiono prima dei 30 anni». Questa volta è in Sud America: «In Bolivia c´è una grossa sperequazione sociale, ci faremo carico di aiutare gli ultimi. Rimetteremo in moto le serre per farci lavorare i ragazzi. Ci sono anche laboratori di falegnameria, una gelateria e un ristorante per il reinserimento lavorativo». Assieme a lui, nello stesso progetto di cooperazione, è partita anche la fidanzata di Bologna. Rientreranno in Italia, per una conclusiva settimana di formazione, il 30 dicembre. I caschi bianchi inviano dall´estero reportage, articoli, interviste, diari, foto e video che sono poi pubblicati su www.antennediparce.org, dove nelle prossimi mesi anche Guido racconterà la propria esperienza.

Bresciaoggi

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