Igor Costanzo nelle Revolutionary Poets Brigade di Jack Hirschman

domenica 20th, febbraio 2011 / 00:56 Written by
Igor Costanzo nelle Revolutionary Poets Brigade di Jack Hirschman

 “L’unica voce di resistenza è la poesia”, lo dice il 91enne beat Lawrence Ferlinghetti e lo sanno Jack Hirschman e Mark Lipman che a Los Angeles hanno dato alle stampe “Revolutionary Poets Brigade”, perché i poeti hanno lo strumento più potente: la capacità di ispirare, trasformare, soffocare, polverizzare e dissolvere. All’antologia partecipano 76 poeti di 25 diverse nazioni e con i propri versi proiettano passioni sociali e impegni che rivelano o apostrofano problemi in una lotta comune per un mondo più equo e libero.

 In circa 370 pagine c’è l’impegno civile dei più grandi poeti americani viventi, ma anche, tra i vari, di palestinesi, nigeriani, francesi, sauditi, ecuadoregni e italiani. Sono il romano Marco Cinque, Anna Lombardo che vive a Venezia, Alberto Masa sardo trapiantato a Bologna, il varesotto Sandro Sardella e Igor Costanzo, nato 30 anni fa da una famiglia italo-finlandese a Desenzano del Garda. Quest’ultimo dal 2001 collabora con l’Archivio F. Conz di Verona, con cui partecipa alla realizzazione di reading e performance in tutta Europa.

Con le brigate ha pubblicato “Italia” e “Pasolini”, versi sulla modernità violenta e mercificata. “In un clima carico di tensioni – così Costanzo spiega il volume maturato in 10 anni dal suo amico Hirschaman -, una unione mondiale di poeti indica una strada che è a livello opposto della politica internazionale di oggi”. Come esempio cita anche gli “Incontri internazionali di poesia di Sarajevo”, un progetto ormai decennale di incontri, conoscenza, scambi e fratellanza dentro una storica polveriera.

 La poesia è sempre stata e continua a essere non solo il modo in cui il poeta ascolta il suo essere più profondo, ma anche un modo con cui viene espresso lo spirito dei tempi. Dicono ciò che vedono. “Diciamo ciò che vediamo – si legge nelle pagine introduttive -: l’oppressione della nostra classe, guidata per le strade e i vicoli delle nostre città, spinta nei campi fangosi, perché non c’è profitto nel curare la vita e la salute. Siamo i messaggeri della rivoluzione e la consapevolezza che la sottende e spinge”.

Costanzo è da tempo a contatto con poeti internazionali. Con la sua piccola casa editrice, Volo Press, ha dato alle stampe e curato “Boxing Poems – Poesie sul pugilato” di Paul Polansky, ma negli anni ha collaborato anche con Ferlinghetti, Agneta Falk, Nilly Chercovsky, Alberto Masala, Antonieta Villamil, Mark Lipman, Alejandro Jodorowsky e Alda Merini, che ha scritto la postfazione del suo “Innocenza in bilico”. Il suo prossimo libro, “Carlotta sei nata”, invece, sarà dedicato alla figlia.

Alcuni sono anche stati ospiti a Lonato nella sua “Pizza al Volo” in Via Monte Grappa 11, a due passi dal centro commerciale La Rocca – Famila, dove lui, poeta, fa il pizzaiolo, perché di soli versi non si vive. Qua i reading sono un appuntamento fisso e gli ospiti sono internazionali. A novembre Polansky ha dovuto annullare la serata, che sarà comunque recuperata, a causa di un lutto famigliare. Prossimamente, invece, sarebbe dovuta arrivare l’irrequieta Janine Pommy, una intima dei luminari della Beat generation, ma è morta il 23 dicembre scorso a 68 anni. EG

ITALIA

Italia mi hai spezzato il cuore,

dopo anni di attesa posso dire

ancora di amarti, ma forse

ormai è tardi e tu sempre

più spietata nel negarti.

Vivo l’angoscia di vederti coprire

il volto, non accorgendoti

che sei bellissima, forse perché

non te lo dice più nessuno, allora

te lo dico io e a pieni polmoni.

Ma tu non senti e affoghi

nella tua merda televisiva e ti aggiri

come un involucro vuoto,

con stampato un sorriso demente

sul volto.

Sappi chi mi hai rotto i coglioni

con la tua negligenza e il tuo lassismo,

sei una madre alcolizzata, preoccupata

solo di essere ancora presentabile,

mentre i tuoi figli uccidono i figli

che uccideranno altri figli

e la tua casa è quasi vuota

e tu ti muovi sola e sconsolata

aspettando che qualcuno ti prenda per mano

come quando eri giovane e spensierata.

Italia, amata patria mia, fai che la tua mano

non sia già fredda di morte, perché il tuo amante

potrebbe portarti una croce

e basterebbe innalzarla ai piedi

del tuo giaciglio perché tu divenga

il più bel fantasma del mondo.

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