Il Ronco sugli Appennini bolognesi, un’ottima tappa forzata

giovedì 02nd, dicembre 2010 / 23:48 Written by
Il Ronco sugli Appennini bolognesi, un’ottima tappa forzata

Nevicò talmente tanto che il viaggio di ritorno si interruppe su un mantello bianco disteso sugli Appennini che solcarli sembrava offenderli. Il primo posto che poté offrirci un letto caldo, andò bene. Era l’unico. La neve copriva le caviglie e il buio copriva i boschi circostanti. Il primo annunciato ristorante ci apparve con una immaginata sensazione di stomaco già caldo, era questione di minuti. Un locale qualunque sarebbe andato bene, questo era Il Ronco in una frazioncina di Castiglione dei Pepoli nel bolognese appenninico.

Qua le specialità dichiarate sono bistecche alla brace e pizze dolci. Con le dita incrociate sul tavolo preferiamo altro, ma una proposta stagionale suggerisce i carciofi in tutti i modi e una lavagnetta nera con gesso bianco gira per la sala di tavolo in tavolo a ricordare i piatti con tartufo nero e tartufo bianco. Il locale è semivuoto, fuori fa freddo e nessuno ha fretta. Ci piace, molto famigliare.

Come primo ordiniamo dei tortellini di carne in brodo e delle tagliatelle al tartufo. In attesa arrivano il pane e tre tipi di oli: extravergine di oliva, non filtrato o grezzo e mosto. Già questo mi lascia perplesso. Sul Garda terra di ottimi oli queste cose nemmeno le immaginano, è più probabile ci sia in tavola un olio ligure o toscano o peggio della grande distribuzione di bassa qualità. I tortellini arrivano in un bel piatto fondo, penso ci siano solo in superficie, ma tutto è pieno di piccoli tortellini fatti a mano. Molto buoni, ma con una spolverata di formaggio e un goccio di vino rosso in aggiunta diventano ottimi. Tanti e ottimi.

I tagliolini conditi con del burro arrivano subito seguiti da carrello, tartufo nero, tartufo bianco e bilancino di precisione. Bianco, fette sottilissime cadono sulla pasta fumante. La quantità è a scelta del cliente. Buona scelta: pasta al dente, cottura giusta, condimento da capogiro. Ci viene suggerito un goccio di olio extravergine per condire la pasta, ma con attenzione ci viene portato in una ciotola a parte quello più vecchio di un anno, perché meno piccante in bocca: toglierebbe la scena al tartufo. Locale semplice senza grandi pretese, ristorante di paesello con parroco a cena con piazza e birra, cucina buona e servizio gentile e attento. Complimenti.

Per secondo ci gongoliamo con un tagliere di formaggi misti. Ci sono la pere a fette e il pane tostato condito con l’olio. Ci sono la robiola con i semi di finocchio, quella con i semi di papavero, quella coperta con le erbette. C’è il miele, c’è l’aceto balsamico ristretto e denso, c’è la marmellata di bucce di arancia candite. Ci sono 3 fette grosse di 3 diversi tipi di formaggio. In una ciotola ci sono dei bocconcini di un formaggio di poca stagionatura conditi con olio e granelli di pepe. Qua sanno cosa fare con il latte.

vin santo e cantuccini IL RONCO

Fuori fa freddo, il tempo passa e la neve resta. Con calma passiamo al turno dei dolci. Altra lavagnetta scritta a mano e scegliamo un piattino di cantucci con bicchierino di vin santo per inzuppare e da bere e del salame di cioccolato.

Il conto così riporta: 2 coperti 4 euro, 1 acqua 2 euro, 1 bottiglia di vino della casa 6 euro, tortellini 8 euro, tagliatelle 6 euro, tartufo bianco 2.50 euro al grammo per 11 grammi, formaggi 9.50 euro, 2 dessert 9 euro. Totale 72 euro: mangiata gustosa e di quantità.

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foto golose