Giubbe Rosse, Firenze. Cena ad arte tra poesia e scamerita

mercoledì 01st, dicembre 2010 / 23:32 Written by
Giubbe Rosse, Firenze. Cena ad arte tra poesia e scamerita
27 novembre 2010: un folto gruppo di poeti armati di testi e di suoni raggiunge Firenze e il Giubbe Rosse. Arrivano da un altrove che è di tutti, arrivano dal sottosuolo. Tra questi ci sono Luca Artioli, Fabio Barcellandi, Fabrizio Arrighi, Beppe Costa, Andrea Garbin, Lorenzo Mari, Giovanni Mauro, Paolo Savani, Valeria Raimondi, Fabrizio Grigoletto. Sono i Poeti dal Sottosuolo, la loro casa è il Caffè Galeter di Montichiari. Sono in trasferta. Come arditi d’altri tempi, si presentano in sala con versi tra i denti e un microfono in mano come fosse una bomba da lanciare tra la folla. La colpiscono con parole, presentano, declamano, lanciano il Manifesto Letterario dal Sottosuolo. Alcuni Iloti lo meritano.
…e d’un tratto la poesia prese gusto…
Intingolo di ceci e sedano rapa con bocconcino di budello e crostini al sesamo
Il budello non è qualcosa che viene dalla pancia, non è frattaglia, ma qualcosa che possiamo chiamare in modo più semplice salsiccia. Il freddo fuori, all’aria, il caldo in pancia. Saporito e gustoso, ci appaga.…al sorgere della luna sussurrava…  amore mordimi e tentami ancora…
zuppetta di patate con pasta e scaglie di provola affumica
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Il sale è scarso come le brutte parole della serata. Serve aggiungerne, ma un da un piatto così semplice non si può pretendere molto. Come da tradizione servirà a riempire la pancia senza grandi pretese.…parafrasando l’inciucio…
marmitta di scamerita ripien
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Non è una parolaccia, la possiamo semplificare con bistecchina di maiale? No, è quella parte del maiale macellato dove, finita la lombata, comincia la coscia. Buona, molto, accompagnata con patate al forno.

…raccontava tutto senza pudore zia Teresa…
mousse di cioccolato con meringa scottata
Al momento non mi ero accorto potesse essere della meringa scottata… Senza lode, senza infamia.

Il Caffè è noto per essere stato dal 1913 sede fissa dei futuristi fiorentini, se lo sono meritato. Famosa una scazzottata. Ardengo Soffici
con gli uomini contrari al chiaro di luna non aveva un buon rapporto: nel 1911 visita una mostra di pitture futuriste a Milano, che è una “delusione sdegnosa” e la critica su La Voce. Violenta è la reazione: Marinetti, Boccioni e Carrà vanno a Firenze e lo aggrediscono mentre siede al Giubbe Rosse in compagnia di un amico. Il tumulto si rinnova la sera alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella: Soffici vuole rendere la contropartita con gli amici Prezzolini, Slataper (autore de Il mio Carso, è morto nel 1915 volontario irredentista intellutale sul monto Podgora) e Spaini. Memorabile la serata futurista al Teatro Verdi: “Siete seimila mediocrità contro otto artisti dei quali non potete negare il formidabile ingegno! Non ci farete indietreggiare neanche a revolverate!”
Dall’inizio degli anni Novanta è tornato luogo di incontri letterari e culturali, frequentati per lo più da gente che sente il dovere di partecipare a eventi intelligenti che non ascolta: gliene frega nulla, ma serve è mostrarvicisi. Tra importanti parole è meglio stare attenti a non sbavarsi il rossetto, a ingurgitare il vino con seno prosperoso da offrire.
Quelli dal Sottosuolo però ci sono. I Garbin, gli Arrighi, i Savani e gli altri, contrari alla guerra che ripudiano, nulla hanno a che vedere con i Futuristi. Il loro manifesto nemmeno è guida stilistica, sono lontani, per esempio, anche dalle sperimentazioni della neoavanguardia. Sono i poeti dal Sottosuolo. La poesia è zappare la terra e seminare sogni.

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foto golose