Un autore a caccia di lettori

martedì 19th, gennaio 2010 / 23:36 Written by

Lonatese di nascita e mazzanese di residenza, Fabrizio Arrighi è nel tempo libero uno scrittore con due opere all’attivo. Nella vita ha svolto svariati lavori, dal rappresentante all’operaio, dall’assicuratore all’impiegato postale, ancora ventenne ha fatto le sue prime prove con brevi racconti per diletto, ma oggi gira mercati, negozi, bar e piazze a vendere i suoi libri. Al pubblico si è presentato alla penultima edizione del festival bresciano “A qualcuno piace giallo”, era l’aprile 2008, con “Orme insanguinate… sulle isole galleggianti” (edito da Il Filo). Protagonista del noir è un ex carabiniere in pensione forzata per amicizie e comportamenti fuori dalle righe e amante delle donne, che si trova a compiere indagini su efferatezze impensabili tra Sirmione, Lonato, Maguzzano, Desenzano avvolti in un gelido clima invernale.

Per uno degli ultimi arrivati tra gli scrittori nostrani è stato un buon biglietto da visita, ma a 53 anni non si è improvvisato scrittore. Il suo primo, interessante libro è stato pubblicato dopo due anni di lavoro. “Dietro ci sono centinaia di gialli letti: da Carlotto a Faletti, da Poe a Guy De Maupassant. Ho iniziato con i primi sceneggiati della televisione come Belfagor ovvero il fantasma del Louvre o il Tenente Sheridan”. Il romanzo fuoriesce dagli schemi soliti del giallo e le indagini più che investigative sono sociali e tutte ambientate negli ambienti che Arrighi più ama. Dai paesi in cui si snodano le vicende ha raccolto il chiacchiericcio quotidiano, le persone che si aggirano tra negozi e vicoli per poi trasformarle e adattarle in una storia in cui si richiamano alla memoria vecchi fatti realmente accaduti e si raccontano anche alcuni vizi della Provincia.

Con un ritmo narrativo veloce le oltre 300 pagine, a parte qualche piccolo strappo nella scrittura, scorrono via piacevolmente e in particolar modo a far breccia nel cuore del lettore saranno le descrizioni paesaggistiche, come è giusto attendersi da uno scrittore che ama la terra in cui è nato. Tra efferatezze per una vendetta studiata a tavolino troviamo il protagonista eroe Ildebrando Ferretti detto Brando, un alter ego dell’autore carico di moralità, personaggio sanguigno e impulsivo, ma, specifica Arrighi, “Quando tradisce la moglie, non sono io”. Al suo fianco ci sono il maresciallo Terenzi e Federica la patologa criminale. Un trio che ritroveremo prossimamente nel già annunciato secondo capitolo in vista di una trilogia. L’ambientazione sarà ancora quella del basso lago, ma questa volta la meteorologia non sarà più al centro come nel primo capitolo, avvolto da nebbie invernali e copiose nevicate.

Arrighi ha un marchio di fabbrica tutto personale: vende i suoi libri. “Doloroso ed esaltante. Vado ancora in giro a venderli di persona. Sono entrato in bar, pizzerie, pasticcerie e con un tavolino improvvisato mi sono promosso. Se la gente non va in libreria, puoi portare la letteratura altrove e invogliare la gente a leggere”. Con un passato anche da venditore gira i mercati, facile trovarlo a Lonato a quello dell’antiquariato, qualche edicola, ma anche le spiagge. “Non puoi improvvisare, devi sapere come porti con le persone, altrimenti ti scoraggi”.

A fine estate è uscito il suo secondo libro, “La fonte del fabbro” (edito da Litocolor), omaggio biografico al padre recentemente scomparso. La storia di Silvio è quella comune ai tanti ragazzi che hanno lasciato campagna e famiglia per affrontare le barbarie della guerra a partire dalla campagna di Albania, ma dalle battaglie ai campi passerà a quelle in ospedale. In questo breve romanzo picaresco però c’è anche spazio per l’amore e la rinascita. Il libro si caratterizza per uno stile parlato senza descrizioni fisiche e le prime mille copie sono state vendute, come da suo stile, personalmente da Arrighi. Commovente e invito a non lamentarsi per questioni veniali, “Per il protagonista, un vecchio brontolone, sarà l’occasione di fare un paragone con la perdita di valori e la decadenza attuale”.

L’Ago – gennaio 2010

Rispondi

foto golose