Il primo Chiaretto Garda Classico 2008

venerdì 12th, dicembre 2008 / 11:38 Written by

Paolo Turina delle cantine Turina di Moniga d/G (BS)

Arriva il Natale e in tavola torna il Chiaretto Garda Classico. È il primo frutto della vendemmia bresciana e lombarda a giungere ogni anno sul mercato nel pieno dei rigori invernali. Le sue origini risalgono al 1896 quando il senatore veneziano Pompeo Molmenti lo produsse per primo sperimentando una tecnica di vinificazione che che ha ricevuto una precisa normativa nel 1962 dal Consorzio Tutela Vini Bresciani. Ogni anno di questa primizia dai petali di rosa si producono circa 400 mila bottiglie.
Lo si fa con le stesse uve dei rossi della riviera gardesana (groppello, barbera, marzemino e sangiovese) vinificate parzialmente in bianco: le bucce sono mantenute a contatto con il mosto in fermentazione per poco tempo, da qui il nome di «vino di una notte». Tale procedimento consente di non caricare eccessivamente il colore ed ottenere un prodotto dalle tonalità rosa delicate e inconfondibili, che si differenzia radicalmente dagli altri rosati per la florealità del suo bouquet e per l’acidità tipica delle produzioni gardesane, che unita alla struttura spesso sorprendente ne fa un vino estremamente versatile ed adatto ai più differenti accostamenti.
“San Martino è mosto e vino”. Da quindici anni il primo Chiaretto ad arrivare sul mercato è delle Cantine Turina. Così qualche fortunato ha potuto già stappare la prima bottiglia dell’annata 2008 qualche giorno fa. L’azienda di Moniga in fatto di Chiaretto riveste nell’ambito del Garda Classico un ruolo importante e di grandi numeri. Sono 65 mila le bottiglie di questa tipologia firmate ogni anno da Turina e declinate in due tipologie: il Chiaretto base (50 mila bottiglie) e il Fontanamora (15 mila pezzi). C’è anche un Chiaretto in versione Spumante prodotto con metodo charmat, circa 5000 bottiglie. «Quest’anno la vendemmia è durata quasi due mesi – spiega Paolo Turina, leader dell’azienda – ci sono state giornate belle e notti fresche che hanno favorito il mantenimento di profumi floreali».
Da rosa petalo di rosa a rosato cerasuolo, profumo intenso, ricco di fini note floreali e fruttate, gusto fresco, spiccatamente sapido, accattivante.
Quasi indispensabile in tanti piatti, ma gli chef specificano che è speciale con lo stracchino bresciano.

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foto golose